

Elgato Facecam in prova: cam solida, software debole
La prima webcam di Elgato offre video nitidi e non compressi a 60 fotogrammi al secondo. Purtroppo, il software e il prezzo sono meno convincenti.
Facecam di Elgato è pensata per gli streamer. Lo dimostra anche il fatto che la webcam non dispone di un microfono integrato. Elgato conosce il suo gruppo target e sa che vengono utilizzati microfoni a parte. Idealmente uno di Elgato, perché la filiale di Corsair copre praticamente ogni esigenza degli streamer. La webcam è l'ultimo pezzo del puzzle.
Il principale argomento di vendita di Facecam è la sua capacità di registrare video non compressi alla risoluzione di 1080p a 60 fotogrammi al secondo. Questo la rende interessante per gli streamer che non hanno i soldi per una telecamera professionale, ma ne cercano una comunque buona. Non aspettarti però un effetto bokeh. Con Facecam ottieni un'immagine praticamente priva di artefatti. Naturalmente, questo è utile solo se i tuoi stream hanno un bit rate abbastanza alto e non ti mostri solo in formato francobollo.

Sulla qualità dell'immagine di Facecam non c’è quasi nulla da dire. Grazie al sensore CMOS Starvis di Sony, si comporta molto bene anche in caso di scarsa illuminazione. La finestra laterale illumina solo il parte il mio ufficio. Ma anche in questo caso, il video è sorprendentemente buono. Il controllo automatico della luminosità è meno reattivo rispetto, per esempio, alla Logitech StreamCam, ma l'immagine è molto più nitida. Facecam regola anche il bilanciamento del bianco in modo affidabile. Entrambe le funzioni possono, naturalmente, essere impostati anche manualmente. L'angolo di visione di 82 gradi è più che sufficiente.
Una caratteristica speciale è che la Facecam non ha l'autofocus. Questo elimina il tipico problema dell'autofocus della fotocamera che perde la messa a fuoco o mette a fuoco l'oggetto sbagliato. Tuttavia, Facecam può ingrandire solo digitalmente la sezione dell'immagine invece di zoomare otticamente. Tra l’altro, lo zoo funziona solo al centro. E qui arriviamo al tallone d'Achille della Facecam: il software.
Punto debole: software

A prima vista, la webcam fa un'impressione positiva. È possibile regolare varie impostazioni dell'immagine, come il contrasto, la saturazione e persino scegliere se l'esposizione deve essere pesata al centro o utilizzare un valore medio. Funzione molto utile se la fonte di luce si trova dietro o lateralmente. Anche la velocità dell'otturatore e il valore ISO possono essere impostati manualmente. E questo è tutto per quanto riguarda i punti positivi.
Il fatto di non poter correggere la mia posizione a destra, a sinistra, in alto o in basso, come con il software della Logitech, rimane un mistero per me. Ancora più fastidioso è che si può usare la telecamera solo in un programma alla volta. Logi Capture mi permette di attivare la webcam Logitech in innumerevoli applicazioni allo stesso tempo. Oltre a questo, Facecam di Elgato offre la possibilità di salvare le impostazioni direttamente sulla fotocamera, purtroppo nel mio caso la cosa non ha funzionato. Ogni volta che riavvio Windows, devo riprogrammare le impostazioni.
Per finire con una nota positiva, la facecam è dotata di un coperchio per essere sicuri che nessuno ti stia spiando. Il cavo USB-C, meno corto di quello della Logitech StreamCam, non è fissato sul dispositivo, e questo risulta molto pratico.
Conclusione: nitido, ma non perfetto

La prima Facecam di Elgato svolge bene molti compiti. Il video 1080p non compresso a 60 fps assicura un'immagine nitida e pulita. Anche in condizioni di scarsa illuminazione, puoi contare su Facecam. La critica principale ricade sul software, che è facile da usare, ma non offre la stessa flessibilità della concorrenza di Logitech. Un aggiornamento potrebbe sistemare parecchie cose. A questo si aggiunge il fatto che la Facecam è notevolmente più costosa. Se rinunci ad alcune opzioni di impostazioni e punti alla qualità dell'immagine, con Facecam non puoi sbagliare.

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Vado matto per il gaming e i gadget vari, perciò da digitec e Galaxus mi sento come nel paese della cuccagna – solo che, purtroppo, non mi viene regalato nulla. E se non sono indaffarato a svitare e riavvitare il mio PC à la Tim Taylor, per stimolarlo un po' e fargli tirare fuori gli artigli, allora mi trovi in sella del mio velocipede supermolleggiato in cerca di sentieri e adrenalina pura. La mia sete culturale la soddisfo con della cervogia fresca e con le profonde conversazioni che nascono durante le partite più frustranti dell'FC Winterthur.